Difesa delle tartufaie 2

Animali mangiatori di tartufi
Il tartufo ha un aroma forte e unico proprio per permettere agli animali che se ne cibano di riconoscerlo e trovarlo in modo che cercandolo finiscano per disperderne le spore e assicurare la sopravvivenza della tartufaia. Ma se questo è un evento biologico importante per la normale sopravvivenza di una tartufaia, l'intervento distruttivo dei tartufi da parte di animali (vertebrati e invertebrati)  è ovviamente da scongiurare se stiamo coltivando una tartufaia a scopi economici.

Tra i più comuni mammiferi mangiatori di tartufi troviamo ovviamente maiali e cinghiali, ma anche volpi, tassi e topi; questi possono quindi attaccare la tartufaia provocando ingenti danni alla tartuficoltura. I più pericolosi (anche per l'uomo) sono probabilmente i cinghiali, presenti in buon numero nelle zone appenniniche. Se per i mammiferi più grandi, e anche per i raccoglitori di frodo, delle solide recinzioni e l'opera di vigilanza tramite cani da guardia si rivelano di norma precauzioni molto valide e sufficienti a tenerli a distanza, per quelli più piccoli, come i topi, sarà necessario piazzare trappole o esce velenose.

Il discorso cambia per quanto riguarda i piccoli invertebrati che possono colpire specificatamente le tartufaie, come la mosca del tartufo (Helomyza tuberiperda), le cui larve si sviluppano proprio all'interno dei tartufi, oppure ad altri insetti che sono golosi di questi tuberi e se ne nutrono, arrivando ad infestare una tartufaia, come ad esempio numerose specie di coleotteri. Per questi esistono metodi specifici in base al tipo di animale, che devono essere attuati tempestivamente. Ma anche invertebrati e divoratori occasionali possono creare danni ingenti a una tartufaia. Tra questi probabilmente il peggior nemico dei tartufi è la lumaca, la cui attività è fortemente condizionata e legata all'umidità della zona. Proprio per questo, spesso, è sufficiente spargere esche velenose mirate a questi animali dopo le piogge o le irrorazioni, onde evitare che si mangino i nostri tartufi. Un vecchio ma ancora funzionale metodo per tenere sotto controllo i piccoli invertebrati è sfruttare una piccola quantità di pollame che se ne vada a cibare.

Microrganismi parassitari dei tartufi
Diverse muffe (Verticillium, Penicillium, Fusarium e simili) possono attaccare i carpofori e finire per produrre rapidamente marciume. Se è raro che un attacco di muffe colpisca il terreno di una tartufaia è altrettanto vero che è la principale causa del deterioramento dei tartufi in seguito alla raccolta. Per evitare che questo accada è necessario seguire precisi metodi di conservazione a breve, medio e lungo termine, in base all'utilizzo che vorremo fare dei nostri amati tartufi. Ci sono anche parassiti specifici dei tartufi europei che provocano danni simili alle muffe, come la Batterina, a cui è bene fare attenzione. 

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