Tartuficoltura e scelta delle piante

La tartuficoltura coinvolge in primo luogo e come atto fondamentale la coltivazione di una pianta, il cui apparato radicale è infettato dalla micorriza del tartufo; si definisce tartufiera questa pianta. Solo però con un’adeguata coltivazione la pianta entrerà in produzione (diventando tartufigena.

Dai tempi della coltivazione a ghianda di Talon (LINK STORIA) sono cambiate moltissime cose e diversi metodi sono oggi utilizzati dai tartuficoltori per coltivare le piante necessarie alla produzione di tartufo, anche se, anche ai nostri tempi, la quercia (LINK TIPI) è ancora l’albero preferito per questa attività agricola.

Partendo dal presupposto di avere un terreno adeguato alla sviluppo di una pianta predisposta alla tartuficoltura, la prima scelta in cui incorre un tartuficoltore è se produrre in proprio le piante, con metodi già sperimentati, o comprarne esemplari già infetti da micorriza.

Se si scelgono di comprare gli esemplari, l’ovvio vantaggio sarà quello di avere materiale di partenza di buona qualità e sufficientemente garantito con cui lavorare. Si tratterà di piante valide dal punto di vista dell’economia forestale, e legati alle specie di tartufo più pregiate. Do contro, è ovvio che il prezzo per queste piante sarà ben più elevato, aumentando sensibilmente la cifra d’investimento iniziale. Diversi sono i produttori e i rivenditori di piante micorrizzate, che appunto vendono ben cari i loro prodotti. In genere si tratta di Roverella o Nocciolo in micorriza con il Tuber nigrum, ma se ne possono trovare facilmente anche Roveri, Pioppi o Salici micorrizati dal Tuber magnatum.

Il limite del precedente approccio riguarda il fatto che in commercio si trova solo una piccola selezione di piante tartufiere e quindi con una varietà di tartufi prodotti non molto variegata. Se si è in cerca di qualcosa di più familiare (anche come mole di produzione), si può ricorrere alla produzione in proprio di piante tartufiere alternative. In questo modo la tartuficoltura è possibile anche in appezzamenti di terreno piccoli, addirittura anche in orti di casa o giardini. In questi casi, anche produrre tartufi di qualità inferiore a quella richiesta dal commercio non sarebbe un problema, soprattutto per l’uso domestico che ne verrà fatto in seguito.

Si deve comunque tenere a mente che la produzione di querce tartufiere non è certo semplice e dovrebbe essere eseguita da persone preparate e in possesso dell’attrezzatura necessaria.