Tuber magnatum Pico, tartufo bianco tra i più pregiati

Il Tuber magnatum Pico è comunemente conosciuto con la denominazione di “tartufo bianco pregiato d’Alba, del Piemonte, di Acqualagna, trifola bianca”, questa tipologia di tartufo si trova quasi esclusivamente in Italia, in zone collinari o di pianura, ed è uno tra i più cari in commercio, essendo di fatto uno tra i più ricercati al mondo; vero e proprio re nelle cucine più ricercate. In genere viene consumato crudo, per preservarne appieno tutto l’aroma e il gusto gradevolissimo, particolare, molto intenso.

Il corpo fruttifero del Tuber magnatum Pico è globoso e sinuoso-lobati, a volte anche di forma appiattita e irregolare, mai troppo liscio, con alcuni esemplari che raggiungono le dimensioni di una mela (se ne sono trovati anche esemplari oltre il chilogrammo). Il colore del peridio è ocraceo pallido con chiazze rosso e brunastre, oppure giallo pallido. La gleba tende a essere bianca ingiallita fino a mostrare un colore rosato più intenso, percorsa da venature biancastre sottili e talvolta maculata. Le spore sono alveolate e rotondeggianti, con reticolatura larga. L’odore è deciso, agliaceo, con una fragranza superiore alla maggior parte degli altri esemplari, squisito all’olfatto per quanto intenso.

Si trova soprattutto in suoli marnosi (quelli calcarei o argillosi) e in simbiosi micotica con querce, pioppi, salici, tigli. Come diceva si trova principalmente in Italia (centro e nord), con rari esemplari che possono essere ritrovati anche in regioni francesi al confine con il nostro paese, nel Canton Ticino svizzero e nella zona di Istria (Jugoslavia), con una presenza più comune. Presente dal livello del mare, o nell’Appennino Centrale fino ai 900 metri slm, e in quote più basse nel Nord Italia (circa 400-500 m). Il periodo di maturazione va da gennaio fino ad agosto, infatti il suo periodo di raccolta si concentra soltanto nei mesi estivi.
La coltivazione del Tuber magnatum Pico è possibile, ed in genere viene sviluppata proprio nel nostro paese.